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QUANTO TI VUOI BENE?
Di Jacqui James
Fotografa e giornalista
“ QUANTO TI VUOI BENE?” è un’indagine a scopo culturale/artistico sull’autostima delle ragazze italiane. Il progetto consiste in una seria di ritratti fotografici di fanciulle tra i 9 e i 16 anni di età corredati da loro citazioni estrappolate dal quiz “QUANTO TI VUOI BENE?” che, pur senza pretendere di essere un sondaggio scientifico, si caratterizza comunque come quiz simpatico e rivelante. Oneste e sincere nelle risposte, le ragazze permettono di instaurare un dialogo, attraverso cui meglio comprendere le sfumature dell’adolescenza.
PER QUESTO HO BISOGNO DEL VOSTRO AIUTO!
1 - E voi, donne italiane di ogni età, quanto vi volete bene?
Partecipate anche voi con coraggio al quiz: ci vogliono pochi minuti e, attraverso le vostre risposte, raccoglierò dati concreti e opinioni rilevanti sul tema dell’autostima. In questo modo potremo dar voce alle donne di ogni angolo d’Italia, dalle più estroverse alle piu timide!
Per partecipare,
cliccate qui
o
cliccate qui
2 - Conoscete qualche ragazza tra i 9 e i 16 anni che vorrebbe partecipare alla fase fotografica?
Finora, ho fotografato e intervistato una trentina di ragazze, ma spero di arrivare a 100 entro l’anno.
Se vi interessa scrivetemi (ovviamente con il permesso dei genitori) al seguente indirizzo email:
jacquijames@live.com
3 - Conoscete qualche ragazza tra i 9 e i 16 anni a cui piacerebbe essere regista e/o attrice per un giorno?
Dite loro di prendere la videocamera, la macchina fotografica o semplicemente il cellulare e, con un pizzico di fantasia, girare un video (un minuto e mezzo al massimo) sul tema dell’autostima durante l’adolescenza. I contributi più interessanti saranno inclusi nella futura mostra.
Per maggiori dettagli
cliccate qui
JACQUI JAMES E IL PERCHÉ DEL SUO PROGETTO:
Principalmente sono una fotografa ma, più vado avanti nel mio mestiere, più sono spinta alla ricerca del “perché” e del “come mai” nascosti dietro l’apparenza delle cose: solo così riesco a dare un senso alle mie esperienze. Australiana di origine, per la maggior parte della mia vita ho vissuto altrove - sono stata “straniera”. Forse questo spiega la mia insaziabile curiosità!
Per me non è sufficiente rappresentare le ragazze italiane solo fotograficamente, ignorando quello che sentono, cosa fanno per stare bene e soprattutto per mantenere alti il proprio orgoglio e la propria autostima in un mondo in cui le modelle sono sempre più alte, più magre e più “perfette”. Ed ecco perché ho evitato di ritoccare o di manipolare le immagini: le ragazze sono belle così come sono. Non sono aspiranti fotomodelle, ma “ragazze della porta accanto”, piccole donne di ogni parte della nostra società scelte democraticamente, senza conoscerne prima l’aspetto fisico. Con l’appoggio della loro famiglia, queste ragazze si sono confidate con me, per loro un’estranea, e l’hanno fatto con grande fiducia e generosità. Per questo sarò loro sempre grata.
Ogni ragazza ha la sua storia che non sarà mai identica a quella di un’altra. Alcune cose, però, sono comuni a tutte e, quanto più le giovani condivideranno questi loro racconti, tanto più sarano capite da coetani e adulti. Le ragazze di oggi, sono le nostre “donne di domani” e noi possiamo aiutarle a essere più forti e più preparate. Solo, però, se prima le ascoltiamo. La loro realtà è diversa da quella che abbiamo vissuto noi, le loro sfide molto più complesse e il mondo del lavoro che le aspetta è enigmatico e per noi difficile da immaginare.
Ascoltiamole. Più parliamo con loro, più si sentiranno capite. E più le terremo vicine.
